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Comportamenti fraudolenti

“Beata ignoranza” : perché la raccolta dati  all’interno dell’azienda può risultare un ottimo strumento di prevenzione. L’esempio dell’Harvard Business Review.

Dotarsi di un sistema di gestione e controllo non impedisce che si creino falle dovute al “fattore umano” e alla soggettività di ciò che viene considerato secondo morale o giustificabile.
Una ricerca svolta da EY che esaminava i comportamenti fraudolenti nelle aziende a livello globale, ha mostrato come nessun manager in Svizzera fosse d’accordo con la pratica di falsificare i risultati finanziari, ma la stessa ricerca ha mostrato come un quarto dei manager in Vietnam e Indonesia avallassero tale pratica. La ricerca ha rivelato inoltre che un impiegato su cinque sotto i 35 anni giustificherebbe il pagamento di tangenti per aiutare un’azienda a superare una crisi, mentre tra gli impiegati sopra i 35 anni solo uno su otto giustificherebbe tale comportamento. Questo ci mostra come ciò che viene considerato giustificabile e accettabile possa sensibilmente variare in ragione dell’età, del ruolo e anche dell’area geografica ove si opera.
Bisogna quindi accettare che le condotte scorrette fanno parte del gioco e creare un rigido sistema di compliance può in una certa misura prevenirle, ma da solo non basta. Ricerche dimostrano che i titolari non vengono portati a conoscenza della maggior parte delle violazioni anche perché solitamente questa non avviene nel momento in cui le persone ne vengono a conoscenza, ma ha avuto inizio molto prima, con una serie di comportamenti che hanno portato al risultato disastroso (es. milioni di debito, violazioni delle norme sulla sicurezza che hanno portato a un grave incidente).

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Un articolo dell’Harvard Business Review dell’agosto 2019 riporta un interessante esempio di come è possibile rilevare comportamenti fraudolenti interni all’azienda somministrando un semplice questionario anonimo ai dipendenti contenente tre domande a risposta multipla riguardo eventuali comportamenti scorretti osservati (mazzette, violazioni dell’antitrust, molestie sessuali ecc.), se questi sono stati riportati o meno a chi di competenza ed i motivi per i quali, eventualmente, non è stato fatto.
I risultati di questa semplice indagine effettuata all’interno della propria azienda, possono fornire importanti informazioni riguardo piccole falle nell’integrità del sistema, fungendo anche da indicatore circa le aree più sensibili: questo perché l’identificazione di eventuali spazi bui all’interno del sistema di gestione non è un one time business, non si tratta di separare le “mele marce” dai dipendenti modello, ma è una pratica che andrebbe ripetuta più volte durante l’anno in maniera trasversale tra diversi gruppi omogenei di lavoratori.
Questo perché, come dicevamo, la raccolta sistematica di dati in materia di comportamenti fraudolenti può fungere da indicatore per programmare azioni correttive - come l’introduzione di incentivi o di nuove forme di controllo o l’effettuazione di training riguardo le aree e i comportamenti più critici- ma è utile anche e soprattutto per comprendere quali problemi si stiano sviluppando sotto la superficie, la reale portata dei comportamenti fraudolenti all’interno dell’azienda e quanti di questi non vengono riportati.

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